Da ormai tre anni Teatrodistinto lavora con un gruppo di 30 ragazzi del Centro Down di Alessandria, con i quali ha intrapreso un percorso sempre più ampio di lavoro sull’emozione e sullo scambio con gli altri.
Con loro Daniel Gol e Laura Marchegiani hanno visitato la mostra “Israele Arte e Vita 1906-2006”, discutendo e commentando alcune opere.
Ecco la loro testimonianza:
“Ogni nuova conquista con questi ragazzi ha dimostrato come il mondo emotivo di ciascun individuo, indipendentemente dai limiti e dalle difficoltà, sia ricco di contenuti preziosi da valorizzare e conoscere, per accorgersi di quanto la comunicazione sia più semplice, passando attraverso l’intelligenza emotiva.
Partendo dal presupposto che l’arte può essere attraversata dal mondo emotivo di chi ne fruisce, abbiamo visitato la mostra cercando qualcosa di noi in alcune opere, scelte per il loro forte impatto emotivo.
Ci siamo fermati a respirare le suggestioni che ci fornivano, e abbiamo giocato a dare ad ogni opera la nostra voce, immaginando che parlasse di noi e delle emozioni che proviamo.
Ed ecco che ogni tratto, ogni immagine si è riempita dei nostri sogni e delle nostre mancanze; delle speranze e delle tristezze.
"Man on rail", Dani Karavan
Osservazioni emerse:
“Sembra un uomo che cammina per andare lontano, è triste, vuole scappare via.”
“Per me questo uomo cerca degli amici perché si sente molto solo.”
“È un uomo felice che finalmente va a vedere il mare, non lo ha mai visto. Segue i binari per non perdere la strada.”
“Sembra un uomo che si è perso, non trova più la strada di casa.”
Titoli nati dalle suggestioni dell’opera:
Il binario che non c’è
Tristezza
I treni dei desideri
Il binario quando mi parla
Non c’è più niente.
"East", Micha Ulman
Osservazioni emerse:
“Sembra che ci sia stato un forte terremoto, e queste porte e queste finestre sono cadute a terra”
“La porta è chiusa perché qualcuno vuole stare solo”
“Se apro quella porta immagino di vedere il mare”
“Sotto la porta chiusa c’è solo la terra e basta, è una casa senza casa.”
“Sembra che qualcuno abbia costruito una casa ma non aveva i soldi per i muri”
“Per me tutte queste porte e finestre sono aperte”
"Shabazia", Itzhak Danziger
Osservazioni emerse:
“Per me questa donna è felice e sta cantando”
“Per me è una signora che ride perché è con la sua famiglia”
“A me sembra una donna che canta la ninna nanna e si addormenta”
“Questa donna secondo me è triste e prega”
Titoli nati dalle suggestioni dell’opera:
La donna del fantasma
Ridere
Con il cuore canta
Soffio
La ninna nanna
"Sound For Silent Movie", Nahum Tevet
Osservazioni emerse:
“A me ricorda una sala da ballo, una discoteca sotto le stelle.”
“Per me è la casa di un bambino disordinato che gioca sempre da solo”
“Io penso che sia un luogo della fantasia e dei ricordi, dove tutti i pensieri sono vicini.”
“Per me è una città disabitata, dove c’è stata una grande festa “
"Dead Sea", Sigalit Landau
Osservazioni emerse:
“Per me questa immagine ricorda una barca che cerca di stare a galla.”
“Per me è come il mondo che gira tutto intorno, le angurie sono piccole conchiglie. Io mi riconosco in quella donna che vuole girare il mondo.”
“Per me quella donna si tiene alle angurie perchè non sa nuotare e ha paura di scivolare via, di restare sola.”
“Per me è una collana di perle, e le perle si perdono nel mare.”
“A me ricorda una cervello che gira e pensa, e poi finisce come la vita.”
"Shalechet", Menashe Kadishman
Osservazioni emerse:
“Camminare su queste facce dà energia, come se tutti ridessero insieme a me.”
“A me sembra di camminare sui sassi, come al mare.”
“Io mi sono sentita sola camminando su questi visi, mi sembrava di essere sola su un’isola deserta.”
“Mi ha fatto paura camminare li sopra, mi sembrava che tutti mi chiamassero forte”
"Peace Angel", Motti Mizrachi
Osservazioni emerse:
“Vorrei che questo angelo con le ali, in bicicletta potesse portare i miei desideri nel cielo. Io chiederei che mi portasse tanta serenità”
“Io vorrei che mi portasse l’amore”
“Io vorrei tanti doni”
“Io vorrei non sentirmi sola”